Quale Costituzione per l’Europa? - Esigenze fondamentali dalla Società civile
From Noeuconstitution
Contents |
Un’altra Europa è possibile!
I.
La Società civile europea di cui parliamo è una forza attiva, indipendente dalla politica e dal mercato, caratterizzata dal suo pluralismo e dalle sue connessioni orizzontali in rete, riconoscendosi nei valori di libertà, uguaglianza e solidarità (fraternellanza, sorellanza).
Storicamente questi valori furono infatti enunciati per la prima volta in Europa, ma hanno oramai portata mondiale. Vale a dire che l’Europa stessa deve di continuo misurarsi a quelli valori. Il suo ruolo mondiale deve essere di contribuire alla risoluzione pacifica dei conflitti e di creare un giusto ordine mondiale. Infine, l’Europa deve sistematicamente mettere in opera il principio dello sviluppo durevole.
I provvedimenti legali devono formare un quadro permettendo ad ogni individuo di partecipare al processo societale, cioé responsabilizzandolo indivualmente e colletivamente in seno a iniziative e strutture cogestite. Si tratta di creare condizioni perché la gente possa edificare se stessa l’ambiente sociale nel quale vuole vivere.
Pertanto non bisogna costruire l’Unione Europea (UE) sul potere statale centralizzato, impicciandosi nella vita privata di tutti tramite regolamentazioni pignole. Ciò che ci unisce, in seno alla Società civile europea, è il riconoscimento della molteplicità delle culture europee che noi rispettiamo e riconosciamo nella loro singularità rispettiva. Dichiariamo che l’UE possa solo funzionare in forma di comunità di popoli e regioni e Stati, collegati mutuamente in rete, impegnati nel rispetto dei Diritti umani e della democrazia e del principio di sussidiarità.
II.
Quale Società civile europea, rifiutiamo pertanto l’odierno progetto di trattato costituzionale per l’Europa, perché non prende abbastanza in considerazione i principi enunciati qui sopra, anzi: 1. impedisce l’apertura organizzativa necessaria per mezzo di una sovrabbondanza mostruosa di regolamenti dettagliati; 2. rinforza il potere già eccessivo dell’UE e limita i diritti dei Parlamenti nazionali; 3. continua di privare dei suoi diritti il Parlamento europeo stesso; 4. abbassa il livello delle protezioni giuridiche fondamentali; 5. costringe gli Stati membri a armarsi di continuo, permettendogli persino d’intervenire militarmente senza mandato dell’ONU e costituisce quindi una minaccia per la pace; 6. iscrive nella Costituzione un ordine economico neoliberale, nonché il principio di crescita economica, pur trascurando l’impegno sociale che spetta all’economia ed alla proprietà.
Ci opporremo ad ogni tentativo di attuare questo trattato costituzionale nell’insieme od in parte suo.
III.
Oltre divergenze d’apprezzamento sulla necessità dell’UE e il suo ruolo futuro, siamo rimasti d’accordo sul fatto che un trattato costituzionale debba contenere niente altro che: 1. un chiaro riconoscimento dei diritti fondamentali umani e la loro formulazione; 2. una descrizione dei principi e compiti dell’UE derivanti da quelli diritti fondamentali; 3. una definizione, concordante e comune, dei compiti fondamentali e modi di funzionare e condizioni che ne derivano per le istituzioni europee.
Punto uno: Diritti fondamentali e umani
Vogliamo un chiaro riconoscimento dei diritti fondamentali dell’esser umano e una formulazione conseguente di essi. Ove alcuni paesi offrissero garanzie più forti, rispetto a quei diritti, non bisognerebbe che provvedimenti dell’UE li limitassero. In compenso, l’esigibilità dei diritti fondamentali determinati per l’UE deve permettere che regolamenti scarsi, eppure violanti forse questi diritti in alcuni paesi, vengano corretti “in rialzo” per giungere al livello di protezione minimo definito per l’Europa. Rispetto e protezione della dignita della persona deve essere il motivo centrale di ogni ordine giuridico europeo. Infine, i diritti fondamentali coinvolgono le istituzioni europee neigli atti e decisioni loro.
In Europa, Diritti di libertà individuale vanno rispettati. Ciò suppone che la società consenta l’auto-organizzazione tra le persone interessate, si apra alla creatività culturale di ciascuno favorendo la diversità culturale. Questi punti vanno presi in conto negli ambiti corrispettivi. Il diritto a una libera pienezza della persona, libertà d’azione in genere e quella di convenzione scaturendone, vanno assicurati, allo stesso titolo che la piena libertà di credenza, coscienza, confessionale, di opinione e d’informazione, d’espressione dei media, nonché la libertà delle arti e scienze e libertà di riunione, d’associazione e di coalizione, l’inviolabilità della sfera privata, la protezione dei dati confidenziali, la libertà del domicilio, della circolazione, il diritto d’asilo e i diritti specifici della protezione infantile e il diritto alla formazione e alla cultura.
D’altronde, ci vuole uguaglianza in confronto alla legge; il diritto di sottomettere petizioni, creare partiti e allianze politici. I diritti partecipativi alla vita democratica non vanno limitati al diritto di voto attivo o passivo, ma devono anche permettere alla società civile di proporre leggi e alla popolazione di manifestare la sua volontà e dunque di essere consultata mediante il referendum — pure assicurando condizioni leali e uguali per tutte le proposte in concorrenza.
Il diritto di proprietà va garantito pure piegandosi a condizioni sociali precise, affinché la libertà degli uni non impedisca quella degli altri.
Vanno assicurati anche il diritto di ogni esser umano alla vita, all’integrità corporea, a cure in caso di malattia, d’invalidità e vecchiaia. Ognuno deve aver il diritto di partecipare all’attività sociale e prendere parte alla ricchezza collettiva. I frutti della produttività in crescita continua, possono e devono venir condivisi di modo che nessuno se ne sia ridotto a vivere in condizioni indegne. Pertanto un reddito di base è un diritto sociale universale, che non va sottomesso a nessun altra condizione che di essere un esser umano. Un reddito di base è dunque un diritto costituzionale.
Il diritto a un reddito di base cambia ugualmente il diritto del lavoro. Invece del diritto classico all’impegno, che sembra oramai illusorio rispetto a una produttività sempre crescente, il reditto di base incondizionato implica di fatto il diritto di compiere un lavoro liberamente definito, che non cagioni più prelevamenti sociali come nel modello odierno di salario.
L’ammontare del reddito di base riviene al consenso sociale e democratico in ogni paese europeo. L’importo va tuttavìa determinato di modo di permettere un vita decente senza nascondere schiavitù del lavoro.
L’ordine economico attuale non va promosso al rango costituzionale. L’evolversi verso un diritto più sociale del fondiario, della proprietà e del denaro, non va bloccato, ma al contrario, facilitato. Gli individui devono aver la possibilità di sperimentare nuove forme cooperative nell‘economia e di praticarle.
Punto secondo: Principi e compiti dell’UE
I Diritti fondamentali devono incontrare l’espressione loro in ogni punto dell’edificio europeo. Coinvolgono ogni potenza statale europea che deve contribuire al compiere loro.
Ciò implica che i trattati già vigenti vadano messo al banco di prova e riadeguati se necessario, mentre ogni nuova regolamentazione europea vada esaminata dapprima sotto l’aspetto di piena compatibilità con i diritti fondamentali.
Il principio essenziale scaturente dai diritti fondamentali è quello di sussidiarità. Questa suppone non solo che decisioni vengano sempre prese democraticamente al livello più basso, ma anche il privilegiare dell’autogestione tra le persone associate quando l’affare non richiede decisione unilaterale centralizzata — a qualquiasi livello che sia.
L’UE deve stabilire e mettere in opera i principi dello sviluppo durevole e di rispetto della vita. Basi ecologiche della vita planetaria vanno garantite con precedenza, prima degli interessi economici, dato che esse sono indispensabili allo sviluppo umano. Questa sola condizione basta già per stabilire la nostra responsabilità rispetto alle generazioni future.
L’UE deve impegnarsi nella risoluzione non violenta dei conflitti, per un rinforzamento del ruolo dell’ONU, nella cooperazione significativa con i paesi in via di sviluppo e nella lotta contro la povertà. Deve smettere di nutrire ambizioni di super-potenza militare e di partecipare allo sfruttamento globale del Sud.
Punto terzo: le istituzioni dell’UE
Soltanto quando verrano assicurati diritti fondamentali e principio di sussidiarità, un trattato costituzionale per l’Europa potrà forse pronunciarsi di modo legittimo sui compiti da assolvere per le istituzioni europee e sulle relazioni reciproche tra esse. Dovrebbe esser investito anche il Parlamento Europeo da tutti i diritti legittimi di un Parlamento a pieno titolo per tutte le questione dipendenti dalla competenza dell’UE. La divisione dei poteri deve esser assoluta e vanno concellate strutture non democratiche, non trasparenti e burocratiche, in seno all’UE. Ciò permetterà parimenti una nuova definizione delle attribuzioni del Consiglio dell’Europa e della Commissione Europea.
IV.
Tanto la forma d’elaborazione quanto il contenuto della Costituzione europea sono importanti, e indissociabili sono ambedue gli aspetti.
Un processo d’elaborazione veramente democratico, nel senso della democrazia partecipativa, esige un svolgimento non frettoloso e non precipitoso, nonché la partecipazione più ampia della società civile. Cittadine e cittadini devono poter votare, in ogni paese, su documenti racchiudenti la Costituzione Europea e partecipare all’elaborazione sua.
Diverse proposte sono già state fatte dalla società civile sul modo in cui potesse elaborarsi un Costituzione vista dal basso. É stata suggerita la formazione di una nuova convenzione, direttamente elleta dai cittanini stessi. Tale Convenzione dovrebbe anche prendere in conto iniziative provenienti dalla Società civile. Ma è stato proposto pure che la Società civile europea sviluppasse se stessa, in seno sua, un progetto costituzionale che andasse poi sottomesso al suffragio universale.
Ci pare essenziale che un ordine europeo sia considerato solo come legittimo se i cittadini hanno, non soltanto la possibilità di votare, ma possono anche apportare la propria contribuzione attraverso iniziative e referendum. I diritti di partecipazione democratica che noi richiediamo per la futura Europa, noi li esigiamo anche per l’elaborazione sua, siccome la democrazia è indivisibile.
--Christra 15:07, 11 April 2006 (CEST)

